di Dora Cirulli
La Democrazia Cristiana, per riaffermarsi con decisione sulla scena politica nazionale, considerate le condizioni socio-economiche a dir poco disastrose in cui versa il nostro Paese, deve proporsi come un forte modello di trasparenza e correttezza agli occhi di tutti i cittadini. Con questo documento è, dunque, mia intenzione portare alla vostra attenzione delle proposte che possano contribuire a una migliore organizzazione e a una più proficua gestione del nostro Partito, con il fine di poter finalmente diffondere i nostri valori di ispirazione democratico -cristiana anche e soprattutto tra coloro che si dichiarano stanchi e delusi dalla cattiva politica. De Gasperi diceva che solo i ladri scappano, le persone oneste e sincere non hanno paura di affrontare la verità e dire le cose come stanno.
In primo luogo, vorrei ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno dedicato energie e risorse alla causa democristiana, spesso non ricevendo il giusto riconoscimento: ritengo, alla luce di quanto emerso in questo notevole arco temporale, che uno dei principi a cui si deve ispirare l’attività del nostro Partito sia il rispetto per chi lavora e mette a disposizione di tutti noi le proprie competenze; gli obiettivi da raggiungere devono essere chiari, concreti e condivisi da tutti noi, le decisioni importanti devono essere prese in maniera collegiale e non con la consulenza di “pochi eletti”!
Ritengo, sempre a tal proposito, che debba essere valorizzato il merito: le posizioni di responsabilità devono essere conquistate sul campo con il lavoro nei territori sempre e comunque, per quei valori che ci uniscono e per i quali siamo qui presenti.
Come già espresso in più occasioni, ribadisco la mia contrarietà ai doppi incarichi: il partito deve essere aperto a tutti i cittadini che intendono aderire. Non ci devono essere i professionisti della politica che emettono fattura da una parte e i volontari dall’altra, dobbiamo contribuire tutti in maniera equa al rilancio di questo glorioso Partito.
Con particolare riferimento alle esperienze passate, propongo che le donne meritevoli (e che lavorano in maniera esemplare per il nostro Partito) acquistino uno spazio finalmente adeguato e non vengano relegate al ruolo di segretarie o di comparse. Fondamentale, dunque, è l’attenzione alla formazione politica di ognuno: non possiamo infatti presentarci agli appuntamenti elettorali con candidati inesperti e impreparati ad affrontare le sfide sempre più complesse dell’attuale scenario politico.
Nei mesi scorsi abbiamo assistito (sia dal vivo che virtualmente) a discussioni poco edificanti di ogni genere, lesive della memoria della storia gloriosa della Democrazia Cristiana: auspico vivamente che al Consiglio Nazionale, organo fondamentale del nostro Partito, venga riattribuita la propria dignità, sempre nel rispetto delle regole. In particolare, il numero dei Consiglieri Nazionali deve essere definito con precisione (siano essi 140 o 360), l’elenco deve essere reso pubblico ed eventuali cooptazioni devono essere approvate in sede di Consiglio e comunque prima della notifica agli interessati.
Di fondamentale importanza è lo spazio da riservare ai giovani: dobbiamo proporci, infatti, come un modello sano da cui trarre ispirazione, le nostre scelte programmatiche devono in tal senso essere animate dalla volontà di costruire qualcosa di realmente positivo per il bene comune e non condizionate da interessi personali poco limpidi. È nostro dovere infondere nelle nuove generazioni un nuovo interesse per una politica fatta di programmi e iniziative serie.
A tal proposito credo sia di fondamentale importanza curare la comunicazione sia all’esterno che all’interno del Partito, riferendomi in particolare alle numerose diatribe nate nella Rete in questi ultimi mesi: Facebook non è un mezzo per FARE politica né di diffamazione ma di divulgazione, da utilizzare in maniera appropriata (come fanno tutti i politici del resto) sempre in nome della trasparenza e della correttezza.
La gestione amministrativa del Partito deve essere rigorosa e limpida, eventuali rimborsi spesa devono essere concordati in maniera chiara e giusta, alla luce del sole e nella massima collegialità, non dobbiamo promettere a nessuno ciò che non abbiamo. In particolare, il tesseramento deve essere condotto in maniera trasparente: propongo che una percentuale delle quote di iscrizione venga ripartita alle sedi locali, sia come incentivo sia per rispetto di chi porta iscritti e si espone in prima persona per il bene della Democrazia Cristiana.
Dal momento che il nostro operato deve essere al servizio delle attuali esigenze di tutti i cittadini, propongo che da qui in avanti l’attività del Partito si ispiri a un criterio di austerity, evitando inutili sprechi e convocando Consigli, Direzioni e riunioni solo se necessario: possiamo noi continuare a sprecare tempo e risorse in inutili pranzi e cene quando molti dei nostri potenziali elettori non solo non arriva alla fine del mese, ma addirittura vive in una condizione di indigenza?
La Democrazia Cristiana è stata la forza che risollevato l’Italia dalla miseria del Dopoguerra, non dimentichiamolo, ora non possiamo permetterci di ignorare la sofferenza in cui versano milioni di Italiani!
Infine, auspico vivamente che d’ora in avanti, considerando quanto stabilito dalla sentenza 25.999/2010 della Corte di Cassazione, la nostra azione sia guidata da uno spirito di unitarietà, i nostri concittadini non hanno bisogno di sentire sterili polemiche alimentate da personalismi e secondi fini ma di ritrovare finalmente una forza politica in grado di ridare benessere e prosperità al nostro Paese!
Dora Cirulli 338.9242503- 334.3614005 dora.cirulli@libero.it - stampademocraziacristiana9293@