martedì 30 dicembre 2014

Auguri di Buon 2015

Con questo post voglio porgere a tutti voi i miei più sinceri augri per un 2015 all'insegna della serenità, della prosperità  e della gioia, ringraziando in particolare tutti coloro che hanno partecipato alle iniziative da me promosse e hanno contribuito alla felice realizzazione dei miei progetti sportivi, culturali e non solo. Un abbraccio affettuoso a tutti voi!!
Dora Cirulli

lunedì 3 novembre 2014

La Politica Italiana al servizio dei nostri concittadini

La Politica Italiana al servizio dei nostri concittadini!
                                                                           
di Dora Cirulli

Apprendiamo da Facebook che, nonostante il risultato elettorale poco brillante in terra calabra ( su cui si dovrebbe riflettere e fare mea culpa invece che perseverare in un penoso silenzio, visto anche il ruolo di Presidente ricoperto dal prof. Marino), la dirigenza romana ( e non solo) della Democrazia Cristiana è particolarmente attiva nel promuovere feste ed eventi mondani all'insegna della solidarietà, sorprendentemente a favore di Paesi stranieri. Siamo tutti colpiti dall'umanità dei membri del partito della Democrazia Cristiana, tuttavia vorremmo che tale altruismo fosse rivolto ai problemi 'nostrani': non assistiamo forse  tutti i giorni a un impoverimento costante del nostro tessuto economico e sociale, a un tasso di disoccupazione sempre più alto, all'aumento del numero di  famiglie in miseria e senza mezzi di sostentamento e a una povertà sempre più dilagante nel Belpaese? Verrebbe quasi da pensare che lo staff DC, troppo impegnato in cene e pranzi prontamente immortalati e diffusi via Facebook, chiuda gli occhi di fronte ai problemi del nostro Paese. O forse, caro Segretario, la sempre più congrua presenza di gentili signore dei Paesi dell'Europa dell'Est ti ha fatto perdere letteralmente il senso dell'orientamento?
Qualche settimana fa, sempre attraverso via Facebook, siamo stati deliziati dagli esiti di una singolare missione politica targata DC in terra balcanica , precisamente a Banja Luka (splendida capitale della Repubblica Serba di Bosnia), a ridosso delle elezioni politiche della Bosnia-Erzegovina, Stato che ideologicamente risente ancora delle divisioni create dalla rovinosa guerra a cui tutti abbiamo assistito negli anni Novanta: non ci è dato sapere se l'azione dei nostri 'ambasciatori di pace' sia state determinante o meno ai fini elettorali o diplomatici... Non dimentichiamo poi i numerosi ''accordi politici'' dalle dubbie finalità con altri Stati come Albania e Romania: per i risolvere i problemi di casa nostra è forse  necessario guardare  ad Est?
Caro Segretario, con tutta la mia stima, ti consiglierei di rivolgere le tue energie e le tue capacità al servizio del popolo italiano: scendiamo in piazza a fianco della gente, abbandoniamo pranzi e cene all'insegna dello sfarzo per concentrarci sui gravissimi problemi italiani: in questo modo- ne sono sicura- i prossimi appuramenti elettorali risulteranno molto più soddisfacenti.


domenica 14 settembre 2014

Per una migliore gestione del Bene Comune


di Dora Cirulli 


Ho l’impressione che  i politici oggi siano molto distanti dalla gente comune e dai suoi problemi.
Nella prima Repubblica esistevano i professionisti della politica, molto capaci anche se un po’di maniera. Quella classe dirigente non è stata sostituita da una altrettanto valida ,anche in virtù del fatto non esistono più luoghi di formazione dei politici: all’epoca c’erano le sezioni, le scuole di Partito, ora non c’è più niente di simile. Abbiamo bisogno di leadership mentre oggi, purtroppo, cerchiamo sempre di stroncare chi vuole emergere. Certamente i politici dovrebbero tornare ad avere un rapporto con la realtà e con la gente comune, dovrebbero parlare di meno e in maniera più soffusa, più pacata,più misurata, guardando ai problemi reali. Non bisogna dimenticare che i politici traggono il loro potere da chi li vota:  se dimenticano  i problemi dell’elettorato, prima o poi vengono snobbati e contestati, come sta avvenendo ora.
Che cosa  interessa realmente al Popolo? La risposta più comune è come arrivare con lo stipendio a fine mese. È  una questione di carattere economico che si trascina da molti anni ormai:  in Italia il costo del lavoro è eccessivo, il Welfare è oneroso, il debito pubblico è quasi insostenibili, fattori molto meno incisivi in altre parti del mondo. Qualunque imprenditore preferisce produrre in Romania o in Cina, dove il costo del lavoro è forse un quinto di quello italiano, e questo indipendentemente dal Governo in carica in Italia: è una conseguenza della  globalizzazione.
L’Italia non recupererà mai un ruolo produttivo nella vecchia accezione del termine, perché ormai si produce tutto altrove. Siamo abituati ad avere una certa assistenza da parte dello Stato, non vogliamo più fare i lavori umili di un tempo e allo stesso tempo la politica non consente una riduzione del costo del lavoro: i nostri problemi non sono poi così diversi da quelli degli altri Paesi europei, alla nostra classe dirigente mancano tuttavia le capacità e la volontà di affrontarli concretamente. La grande rivoluzione determinata dalla globalizzazione è questa: tutto quello che si faceva in Italia ora si può fare altrove a costi ridotti e a maggior convenienza economica. Pensiamo solo che il 2014 sarà ricordato come l’anno più depresso dal dopoguerra, l’anno in cui la crisi economica ha spazzato via certezze consolidate infondendo paura per il futuro. Le frustrazioni degli Italiani, costretti a un’austerità obbligata dall’alto, insopportabile in una tremenda recessione, hanno assunto la forma di ribellione – ora silenziosa, ora gridata nelle piazze –di fronte alla cecità di una casta politica restia a sintonizzarsi con gli umori della gente e incapace di tagliare i propri privilegi.
In molte Nazioni (sia povere che ricche)  la Democrazia non ha trionfato e notiamo un’avanzata di Partiti e Movimenti dal carattere xenofobo e talvolta con il fine di minare la libertà dei cittadini; in Europa la crisi economica e politica nasce anche dall’incapacità di agire per il bene comune e di interpretare questa insofferenza. Noi democratici cristiani non dobbiamo dimenticare che ragione e fede si sostengono in un rapporto permanente, mentre il dialogo è  strumento fondamentale per la convivenza fra istituzioni pubbliche e cittadini.

Sostenere il futuro, tutela delle risorse e sviluppo economico

La crisi economico-finanziaria ha messo al tappeto il nostro tradizionale  modello produttivo. L’agenda UE  impone ai Paesi del Vecchio Continente obiettivi chiari, proponendo, tra le altre cose, un modello sostenibile, inclusivo ed innovativo con il fine di coniugare rispetto dell’ambiente, risparmio energetico, progresso  con  l’allargamento della base produttiva, un aumento dell’occupazione e del profitto per le aziende:.
La politica,intesa come una forza di respiro economico – sociale – legislativo – amministrativo – culturale, deve nei confronti della persona e della società civile:
·        Tutelare e promuovere i diritti fondamentali e inalienabili della persona, la dignità e l’uguaglianza di tutti i cittadini;
·        Svolgere i suoi compiti al servizio delle  persone, con particolare riguardo alle fasce sociali più deboli;
·        Promuovere i valori fondamentali utilizzando i mezzi giusti e idonei per realizzare il bene comune, la giustizia e la pace;
·        Utilizzare le virtù naturali, così bene descritte dalla letteratura dell’Antica Grecia, e cioè le quattro virtù cardinali: la prudenza, la giustizia, la fortezza,la temperanza.

Nei confronti del potere conferito dall’elettorato la politica deve:
·        Usare mezzi onesti per conquistare,mantenere e consolidare tale potere;
·        Esercitare con imparzialità e democrazia il mandato ricevuto  dai cittadini;
·        Favorire l’informazione e la partecipazione democratica dei cittadini rispettando il principio della solidarietà soprattutto verso i più poveri;
·        Promuovere la trasparenza nel personale  della pubblica amministrazione, con uso onesto del pubblico denaro;
·        Garantire  in giusto modo anche  i diritti dell’opposizione.



Nei confronti dell’umanità la classe dirigente deve:
·        Promuovere la solidarietà, il benessere e la pace di tutti i popoli;
·        Comporre gli eventuali conflitti col dialogo;
·        Realizzare e consolidare un ordine internazionale, nel rispetto di quei principi che ispirano un ordinamento giuridico in armonia con l’ordine;
·        Realizzare il bene comune.



Per concludere il Bene Comune, secondo varie definizioni e accezioni:

·        “Si concretizza nell’insieme di quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono negli esseri umani, nelle famiglie e nelle associazioni il conseguimento più pieno e più rapido della loro perfezione”
·        Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro.
·        E’ bene di tutti gli uomini e di tutto l’uomo.
·        Pretende che siano rese accessibili all’uomo tutte quelle cose che sono necessarie a condurre una vita veramente umana;
·        Ha a che fare con una concezione integrale dell’uomo e del suo sviluppo, secondo tutta la ricchezza delle sue articolazioni.
·        Comporta l’impegno di tutti e ciascuno, seppure con diversità e complementarietà di forme, di compiti e responsabilità. Il bene comune delle persone non si può realizzare indipendentemente dal bene comune delle comunità alle quali le persone appartengono.
·        Comprende anche la dimensione economica, pur non esaurendosi in essa. Il bene comune comporta l’intreccio ordinato dei tre profili irrinunciabili dello sviluppo: economico, sociale ed umano.
·        Quando la società è fondata su uno Stato legittimamente costituito, ove sovrana è la legge e non la volontà arbitraria degli uomini. Tale Stato richiede: libere e universali elezioni.

Per concludere, chiedo come comune cittadina, abituata a condividere i problemi i problemi reali della gente, ai nostri politici di  considerare queste riflessioni ogni volta che si apprestano a prendere decisioni che vanno a influenzare la nostra vita.


mercoledì 3 settembre 2014

IDENTITA' CRISTIANA ED IMPEGNO POLITICO

IDENTITA’ CRISTIANA ED IMPEGNO POLITICO.
In questi giorni riceviamo di continuo notizie di episodi di intolleranza e talvolta vere e proprie persecuzioni nei confronti dei cristiani in diverse parti del mondo. Noi Italiani stiamo dimostrando una notevole generosità e accoglienza nei confronti delle altre religioni (ricordiamo per esempio le continue concessioni di spazi adibiti a luoghi di culto), mentre invece  non ci preoccupiamo di difendere i nostri valori di ispirazione cristiana con la stessa energia, con il rischio di perdere la nostra identità culturale, in un discorso di pari dignità.
La Democrazia Cristiana, pur non dimenticando la propria tradizione e la propria storia gloriosa, deve considerare con attenzione una società in continua evoluzione ed affrontare con un atteggiamento critico e costruttivo le problematiche attuali, proponendo soluzioni realisticamente attuabili, nel conciliare quei valori unitivi di carità e misericordia con un Stato laico, nel rispetto delle diversità, che non debbono essere un problema, ma un’accattivante opportunità.
Pastori che odorano di pecore, ha ricordato il Papa, gente tra la gente, voce, braccia ed anima partendo dagli ultimi, favorire l’incontro che per noi è riconciliazione e non la negoziazione che è scambio, essere ponti e mai barriere, una società cristiana non può accettare diseguaglianze palesi e crescenti, emarginazione, sottomissioni ad interessi estranei alla nostra cultura di pace ed eguaglianza, restituendo la dignità del lavoro, che è libertà, deve essere decorosamente retribuito (Leone XIII>, essere sale per la terra e non mondani di caste o gerarchie occulte: la politica, diceva Paolo VI, è la più alta forma di carità quando è per il bene comune.
Riguardiamoci negli occhi senza paura,  ricordiamoci che siamo fratelli e sorelle di un un unico Padre, mettiamo in comune esperienze, talento, entusiasmo, idee, con umiltà, per servire e non servirsene.
Non possiamo accettare  la morte ovunque, la guerra, l’odio, senza dialogo, non possiamo comprare mezzi di morte come droni o F35, combattere nel mondo per interessi altrui, quando manca il pane, la casa, la sanità, l’istruzione, il decoro, il senso civico, non possiamo accettare un Paese dei mille campanile e non un Popolo UNITO e SOVRANO. Noi dobbiamo dare risposte alternative e sostenibili, alla disperazione, alla rassegnazione, all’indifferenza, al cinismo, all’affarismo, noi dobbiamo ricostruire la speranza ed abbattere le isole esistenziale di emarginazione dove le tecnocrazie finanziarie e burocratiche hanno spinto tanta parte del popolo, è da lì che bisogna ripartire. L’Italia è l’unico Paese che dalla crisi del 2008 non risale, per certi aspetti siamo agli anni 50, evidentemente non ci sono consumi che rilancino l’economia, lavoro, revisione e rete imprenditoriale che possano competere in un mondo globalizzato e digitalizzato.  Siamo un Museo a cielo aperto, il più grande e bello del mondo e non sappiamo offrirlo, siamo un Paese dove attività e lavoro sono coincidenti, mentre nel mondo sono aspetti distinti, spendiamo 10 miliardi per formazione e collocamento senza concludere nulla, nel mentre non concediamo sgravi fiscali a chi assume, siamo il Paese di tasse e gabelle giornaliere, tra le più alte del mondo, eppure i 40 Paesi che hanno adottato la flax tax crescono, abbiamo più leggi e regolamenti che altri Stati, tra i primi per corruzione e mancanza di libertà di pensiero, facciamo dell’ipocrisia slide e pubblicità invasiva e diseducativa (v. leggi a tutela della violenza sulle donne, le droghe leggere non previste in farmacia, la dimenticanza oramai storica delle partite IVA, un housing sociale esteso attraverso il rent to buy, il quoziente familiare, la tutela reale dei disabili, delle madri lavoratrici, una legge sul divorzio più lunga e farraginosa che il nuovo annullamento per il diritto canonico).
Anche sulla ricchezza, occorre essere chiari, le marginalità vanno colpite selettivamente nel loro insieme , per una politica perequativa, come la corruzione, e il necessario snellimento burocratico che si autoalimenta, rivedere le pensioni iniziando dalle minime e in attesa di tempi migliori, per il reddito di cittadinanza, prevedere una no tax area.
Anche in politica estera dobbiamo ricordarci che esiste anche l’Europa dell’EST, che esistono i Paese del Mediterraneo, che esistono i Paesi del BRICS, coi quali occorre avere intense e produttive relazioni se vogliamo espandere la nostra economia, il nostro creativo artigianato, i nostri prodotti alimentari.
Idee, pensieri sparsi, sostenibili, di pace, amore, di unità, contro ogni divisione, contro ogni individualismo autoreferenziale, un vero incontro tra generazioni da fare subito, perché l’antipolitica, o la mala politica producono odio, apatia, delinquenza, demolizione dello Stato che è e resta al servizio del Cittadino e non viceversa. Occorrechiedere, anche alla luce della sentenza della Suprema Corte, di andare a VOTARE, prima che sia troppo tardi.

martedì 19 agosto 2014

Commemorazione di Alcide De Gasperi a sessant'anni dalla scomparsa


Alcune immagini della commemorazione di Alcide De Gasperi tenutasi presso la basilica di San Lorenzo Fuori Le Mura (ROMA). Erano presenti (tra gli altri) il Vice-Presidente della Camera Sergio On. Castagnetti, la figlia dell'on. Piccoli, l'on. Ivano Strizzolo e gli esponenti della DC del Lazio Dora Cirulli, Franco De Simoni, Alessandro Marinangeli, Carlo Ravenda, Luigi Degni.















venerdì 15 agosto 2014

Commemorazione De Gasperi 60 anni dalla sua morte. 19 Agosto alle ore 10.00 presso la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura del Verano

UN SANTO PER L'EUROPA

di Franco De Simoni, Alessandro Marinangeli e Dora Cirulli 
Alcide De Gasperi morì il 19 agosto 1954 mentre si trovava in vacanza a Sella di Valsugana.
Sono passati sessanta anni, il ricordo del grande Statista rimane grande nei nostri cuori di cattolici e di democratici cristiani.
Ha rappresentato la Storia della Democrazia Cristiana, lasciando indelebili segni di  grande capacità etica, e di grande capacità politica, che gli italiani di quegl'anni non dimenticheranno mai.
Sono anni, nei quali, la Democrazia Cristiana consolidò le sue strutture, della propria forza politica, ed elettorale, raggiungendo nelle elezioni politiche del 1948, il massimo risultato storico del 48,5%, ottenendo consensi plebiscitari che, furono anche il riflesso di uno scontro tra i i politici di quei tempi.
Emergevano chiaramente all'interno della Democrazia Cristiana le sue scelte, per la rinascita del nostro Paese, sul piano internazionale;
La scelta occidentale e la scelta europea;
sul piano interno furono realizzate importanti Riforme da tempo attese, quali la Riforma Agraria, la liquidazione del latifondisto meridionale, l'istituzione della Cassa del Mezzogiorno, avviando la ricostruzione economica del Paese, gettando le basi per il successivo sviluppo, che avrebbe favorito una rivoluzione industriale che doveva portare l'Italia ad assumere un ruolo non trascurabile a fianco delle grandi potenze industriali dell'occidente.
All'interno della Democrazia Cristiana, queste scelte, provocarono dibattiti, contrasti, orientamenti diversi, evidenziando posizioni contrastanti di vari gruppi politici, che non sempre si riconobbero nella leadership De Gasperiana, destinata a cedere il  passo, nei primi anni cinquanta, alla emergente seconda generazione, che ebbe la sua investitura ufficiale al quinto Congresso Nazionale di Napoli del 1954, con l'ascesa di Amintore Fanfani alla Segreteria Politica. La mattina del 26 giugno, De Gasperi si accinse a pronunciare la sua relazione ai delegati democratici cristiani, convenuti a Napoli. Da tempo le sue condizioni di salute apparivano precarie. Chi conosceva la sua tempra e il suo vigore, non poteva non meravigliarsi nel constatare che per la prima volta si accingeva a parlare ai delegati del partito, seduto anzichè in piedi. Da anni si è avviata la causa di canonizzazione. Oggi è possibile dire, ad integrazione della Biografia, qualcosa di più!
Si, ovviamente, ma otteniamo non quanto avremmo sperato, in particolare, non possiamo indicare, neppure approssivamente, quanto tempo sia ancora necessario affinchè il processo giunga a conclusione.
Alcide De Gasperi fù un grande e virtuosissimo uomo politico, che seppe tenersi ammirevolmente lontano dalla vischiosità quotidiana della vita politica di governo, dalle ombre di un mestiere che troppo spesso chiede gravi compromessi. Sulle virtù personali, sullo Statista di Trento, ben pochi dubbi: in quei tristi giorni, per il nostro Paese e per l'Europa, le cronache dei quotidiani sottolinearono Mons. Angelo Roncalli, allora Patriarca di Venezia, prima di diventare Papa Giovanni XXIII, rilevò immediatamente questo diffuso sentimento e con commento: <<venissi interrogato in un eventuale processo di beatificazione, la mia testimonianza sarebbe nettamente favorevole a riconoscere le virtu' dello Statista, evidentemente isprirato da una visione pubblica della vita, del servizio di Dio, della Chiesa, della Patria>> 
La nostra speranza e che Papa Francesco lo ricordi nella sue preghiere e lo faccia subito Beato. Un monito ai politici di oggi, che vogliono ricordare il più Grande Statista di tutti i tempi, è quello di ricordare l'immensa capacità politica nel fare grande l'Italia e l'Europa.
Vi aspettiamo, in tanti, per commemorare il suo 60 anno dalla scomparsa, alle h. 10,00 del 19 agosto 2014, presso la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura, P.le del Verano.

mercoledì 13 agosto 2014

Se De Gasperi fosse qui oggi....


di Dora Cirulli



La figura di De Gasperi è come un buon vino doc, più passa il tempo e più assume prestigio. De Gasperi si è sacrificato per la concretezza, ha dimostrato che la politica è pensiero e coerenza, ha richiamato per mezzo secolo la gente al valore dell’onestà. Di profonda fede religiosa, illuminata guida politica italiana, ha difeso l’identità italiana a cui ha dato prestigio e fiducia.
La  profonda fede religiosa lo ha guidato per tutta la vita con una rettitudine morale e coerenza, con un profondo senso di responsabilità, corretto con la propria famiglia, soprattutto con sua moglie, compagna di avventure e sventure. Trovare oggi un uomo politico così saggio, leale, realista, coraggioso, fedele, preveggente, integro, devoto, comprensivo, senza secondi fini e completamente al servizio del proprio Paese è come trovare un ago in un pagliaio.
In questa società moderna, dove conta solo l’individualismo, l’arrivismo, l’apparire al contrario dell’essere e il possedere denaro, essere altruisti e pensare al bene degli altri oggi sembra quasi sia una colpa, mentre De Gasperi si distingueva soprattutto nel pensare ai più deboli, condividendo i problemi altrui e tentando insieme di trovare delle soluzioni.
Oggi se saluti o sorridi una persona che non conosci, vieni addirittura guardata con sospetto. Nelle città siamo tantissimi, non c’è posto per tutti, a volte addirittura non conosciamo nemmeno i nostri vicini di casa, mentre un tempo nei paesi qualsiasi evento era una festa per tutti e,nel bene e nel male, vi era più solidarietà.
 De Gasperi, come la gente semplice,credeva nelle piccole cose, in quelle che non danno né gloria né denaro, e che spesso sono causa di dispiaceri.. Ricordiamo che I GRANDI CAPOLAVORI SONO FATTI DI PICCOLI DETTAGLI. Infatti, all’adulazione e ai complimenti De Gasperi preferiva il critico consenso.
De Gasperi non conosceva riposo e soprattutto non li concedeva, la sua Italia doveva essere sempre seguita, soprattutto perché doveva essere riabilitata dagli errori del passato, e grazie alla sua politica divenne una delle maggiori potenze economiche: di certo oggi, con questa nuova classe dirigente, non si può affermare la stessa cosa.
Oggi tutti parlano di De Gasperi  a destra, a sinistra e al centro ma nessuno applica i valori e  i principi che egli ha praticato eroicamente. Oggi tutti parlano di essere vicini alla gente ed è per questo che vorrei fare qualche considerazione: onestà, serietà, responsabilità ed estraneità da qualsiasi tornaconto personale … Voi percepite questi valori nei politici moderni? Trovate quest’ultimi a combattere tra la gente oppure tutti imbellettati nei salotti televisivi?
Attenta programmazione, collaborazione con il pubblico, informazione e trasparenza devono essere le linee guida di una Pubblica Amministrazione a misura d’uomo, competente, moderna, efficace ed efficiente che operi nell’interesse della collettività senza alcun privilegio.
È  necessario far sì che il cambiamento e la crescita non siano solo parole o rimangano buone intenzioni, ma diventino fatti concreti. Bisogna invertire a favore della gente il rapporto tra Amministrazione  e cittadino, senza limitarsi a un’asettica informazione ma promuovendo una partecipazione attiva: se i cittadini condividono le scelte prese sicuramente sarà poi più facile rispettarle. È indispensabile valorizzare i Municipi affinché contino di più, è necessario che i rappresentanti locali partecipino di più ai Pre-consigli. Alcuni valori devono essere alla base del programma politico dei Partiti: per esempio, il diritto alla vita deve far sì che le donne affrontino meglio la gravidanza sia dal punto di vista psicologico che economico; inoltre, le donne devono essere chiamate ad occupare maggiori ruoli di responsabilità per il bene della società..De Gasperi ne aveva addirittura cinque in famiglia. Deve essere potenziato il volontariato: qual è la risposta degli amministratori ad una società che si fa sempre più vecchia ed ha bisogno di assistenza per gli anziani, per i diversamente abili, per i bisognosi, per i disoccupati (ai quali portiamo rispetto)? Inoltre è fondamentale che alla difesa dei diritti si accompagni anche il recupero delle nostre esperienze e delle tradizioni, affinché non venga dissipato il nostro bagaglio culturale a scapito di un mondo europeista. Bisogna difendere i giovani dalle droghe, dalle difficoltà di inserirsi nella società affinché non aumentino i cosiddetti bamboccioni…..Lo Stato deve garantire una sicurezza sociale (studiare delle strategie che facilitino l’integrazione degli stranieri).
Per aumentare la partecipazione della gente bisognerebbe creare dei luoghi politici dove potersi incontrare ed esprimere liberamente consigli, idee utili per il paese, proteste e lamentele…... Per coinvolgere i giovani alla politica sarebbe utile iniziare una formazione civica dalla scuola superiore.  Per esempio, affinché la società possa avere una solida sussistenza alimentari è necessario tutelare il patrimonio agricolo che hanno fatto grande la nostra Italia…..Per far questo è necessario tutelare l’immagine e la commercializzazione dei nostri prodotti all’Estero ed evitare che (un esempio su tutti) i contadini, pena una sanzione salata da parte dell’Europa, buttino il latte prodotto (quote latte) quando ci sono tante persone che muoiono di fame.
Come avrebbe affrontato questi problemi dell’era moderna il lungimirante Alcide De Gasperi?




lunedì 11 agosto 2014

I GIOCHI DI STRADA AL MEETING DI RIMINI 2014
Martedì 26 agosto 2014, a partire dalle ore 16.00, vi sarà una dimostrazione presso il Villaggio dei Ragazzi dei "Giochi di una volta" (ferro di cavallo, trottola, salto cavallo, piastrelle, morra, tiro alla fune, salto corda, campana, ciclo tappo, quattro cantoni, corsa 3 gambe, corsa dei sacchi, ruba bandiera, 1 2 3 stella, tennis trainer, braccio di ferro) con presentazione del libro "Giochi di Strada" da parte dell'autrice prof...
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