Alcune immagini della commemorazione di Alcide De Gasperi tenutasi presso la basilica di San Lorenzo Fuori Le Mura (ROMA). Erano presenti (tra gli altri) il Vice-Presidente della Camera Sergio On. Castagnetti, la figlia dell'on. Piccoli, l'on. Ivano Strizzolo e gli esponenti della DC del Lazio Dora Cirulli, Franco De Simoni, Alessandro Marinangeli, Carlo Ravenda, Luigi Degni.
Il blog degli iscritti alla Democrazia Cristiana degli anni 1992/1993 (cfr. Sentenza della Corte di Cassazione n°25999 del 2010). Cerchiamo tutti gli aderenti DC di quegli anni per il rilancio del più grande Partito Popolare della nostra storia! CONTATTI: stampademocraziacristiana9293@gmail.com cell. 338/9242503 (Dora Cirulli) SITO WEB www.democraziacristianalazio.it info@democraziacristianalazio.it
martedì 19 agosto 2014
venerdì 15 agosto 2014
Commemorazione De Gasperi 60 anni dalla sua morte. 19 Agosto alle ore 10.00 presso la Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura del Verano
UN SANTO PER
L'EUROPA
di Franco De Simoni, Alessandro Marinangeli e Dora Cirulli
di Franco De Simoni, Alessandro Marinangeli e Dora Cirulli
Alcide De Gasperi morì il 19 agosto 1954 mentre si
trovava in vacanza a Sella di Valsugana.
Sono passati sessanta anni, il ricordo del grande
Statista rimane grande nei nostri cuori di cattolici e di democratici
cristiani.
Ha rappresentato la Storia della Democrazia
Cristiana, lasciando indelebili segni di grande capacità etica, e di
grande capacità politica, che gli italiani di quegl'anni non
dimenticheranno mai.
Sono anni, nei quali, la Democrazia Cristiana
consolidò le sue strutture, della propria forza politica, ed elettorale,
raggiungendo nelle elezioni politiche del 1948, il massimo risultato storico del
48,5%, ottenendo consensi plebiscitari che, furono anche il riflesso di uno
scontro tra i i politici di quei tempi.
Emergevano chiaramente all'interno della Democrazia
Cristiana le sue scelte, per la rinascita del nostro Paese, sul piano
internazionale;
La scelta occidentale e la scelta
europea;
sul piano interno furono realizzate importanti
Riforme da tempo attese, quali la Riforma Agraria, la liquidazione del
latifondisto meridionale, l'istituzione della Cassa del Mezzogiorno, avviando la
ricostruzione economica del Paese, gettando le basi per il successivo sviluppo,
che avrebbe favorito una rivoluzione industriale che doveva portare l'Italia ad
assumere un ruolo non trascurabile a fianco delle grandi potenze industriali
dell'occidente.
All'interno della Democrazia Cristiana, queste
scelte, provocarono dibattiti, contrasti, orientamenti diversi, evidenziando
posizioni contrastanti di vari gruppi politici, che non sempre si riconobbero
nella leadership De Gasperiana, destinata a cedere il passo, nei primi
anni cinquanta, alla emergente seconda generazione, che ebbe la sua investitura
ufficiale al quinto Congresso Nazionale di Napoli del 1954, con l'ascesa di
Amintore Fanfani alla Segreteria Politica. La mattina del 26 giugno, De Gasperi
si accinse a pronunciare la sua relazione ai delegati democratici cristiani,
convenuti a Napoli. Da tempo le sue condizioni di salute apparivano precarie.
Chi conosceva la sua tempra e il suo vigore, non poteva non meravigliarsi nel
constatare che per la prima volta si accingeva a parlare ai delegati del
partito, seduto anzichè in piedi. Da anni si è avviata la causa di
canonizzazione. Oggi è possibile dire, ad integrazione della Biografia, qualcosa
di più!
Si, ovviamente, ma otteniamo non quanto avremmo
sperato, in particolare, non possiamo indicare, neppure approssivamente, quanto
tempo sia ancora necessario affinchè il processo giunga a
conclusione.
Alcide De Gasperi fù un grande e virtuosissimo uomo
politico, che seppe tenersi ammirevolmente lontano dalla vischiosità
quotidiana della vita politica di governo, dalle ombre di un mestiere che troppo
spesso chiede gravi compromessi. Sulle virtù personali, sullo Statista di
Trento, ben pochi dubbi: in quei tristi giorni, per il nostro Paese e per
l'Europa, le cronache dei quotidiani sottolinearono Mons. Angelo Roncalli,
allora Patriarca di Venezia, prima di diventare Papa Giovanni XXIII, rilevò
immediatamente questo diffuso sentimento e con commento: <<venissi
interrogato in un eventuale processo di beatificazione, la mia testimonianza
sarebbe nettamente favorevole a riconoscere le virtu' dello Statista,
evidentemente isprirato da una visione pubblica della vita, del servizio di Dio,
della Chiesa, della Patria>>
La nostra speranza e che Papa Francesco lo ricordi
nella sue preghiere e lo faccia subito Beato. Un monito ai politici di oggi, che
vogliono ricordare il più Grande Statista di tutti i tempi, è quello di
ricordare l'immensa capacità politica nel fare grande l'Italia e
l'Europa.
Vi aspettiamo, in tanti, per commemorare il suo 60
anno dalla scomparsa, alle h. 10,00 del 19 agosto 2014, presso la Basilica di
San Lorenzo Fuori le Mura, P.le del Verano.
mercoledì 13 agosto 2014
Se De Gasperi fosse qui oggi....
di Dora Cirulli
La figura di
De Gasperi è come un buon vino doc, più passa il tempo e più assume prestigio.
De Gasperi si è sacrificato per la concretezza, ha dimostrato che la politica è
pensiero e coerenza, ha richiamato per mezzo secolo la gente al valore
dell’onestà. Di profonda fede religiosa, illuminata guida politica italiana, ha
difeso l’identità italiana a cui ha dato prestigio e fiducia.
La profonda fede religiosa lo ha guidato per
tutta la vita con una rettitudine morale e coerenza, con un profondo senso di
responsabilità, corretto con la propria famiglia, soprattutto con sua moglie, compagna
di avventure e sventure. Trovare oggi un uomo politico così saggio, leale,
realista, coraggioso, fedele, preveggente, integro, devoto, comprensivo, senza
secondi fini e completamente al servizio del proprio Paese è come trovare un
ago in un pagliaio.
In questa
società moderna, dove conta solo l’individualismo, l’arrivismo, l’apparire al
contrario dell’essere e il possedere denaro, essere altruisti e pensare al bene
degli altri oggi sembra quasi sia una colpa, mentre De Gasperi si distingueva
soprattutto nel pensare ai più deboli, condividendo i problemi altrui e tentando
insieme di trovare delle soluzioni.
Oggi se saluti
o sorridi una persona che non conosci, vieni addirittura guardata con sospetto.
Nelle città siamo tantissimi, non c’è posto per tutti, a volte addirittura non
conosciamo nemmeno i nostri vicini di casa, mentre un tempo nei paesi qualsiasi
evento era una festa per tutti e,nel bene e nel male, vi era più solidarietà.
De Gasperi, come la gente semplice,credeva
nelle piccole cose, in quelle che non danno né gloria né denaro, e che spesso
sono causa di dispiaceri.. Ricordiamo che I GRANDI CAPOLAVORI SONO FATTI DI
PICCOLI DETTAGLI. Infatti, all’adulazione e ai complimenti De Gasperi preferiva
il critico consenso.
De Gasperi non
conosceva riposo e soprattutto non li concedeva, la sua Italia doveva essere
sempre seguita, soprattutto perché doveva essere riabilitata dagli errori del
passato, e grazie alla sua politica divenne una delle maggiori potenze
economiche: di certo oggi, con questa nuova classe dirigente, non si può affermare
la stessa cosa.
Oggi tutti
parlano di De Gasperi a destra, a
sinistra e al centro ma nessuno applica i valori e i principi che egli ha praticato eroicamente.
Oggi tutti parlano di essere vicini alla gente ed è per questo che vorrei fare
qualche considerazione: onestà, serietà, responsabilità ed estraneità da qualsiasi
tornaconto personale … Voi percepite questi valori nei politici moderni? Trovate
quest’ultimi a combattere tra la gente oppure tutti imbellettati nei salotti
televisivi?
Attenta
programmazione, collaborazione con il pubblico, informazione e trasparenza
devono essere le linee guida di una Pubblica Amministrazione a misura d’uomo,
competente, moderna, efficace ed efficiente che operi nell’interesse della
collettività senza alcun privilegio.
È necessario far sì che il cambiamento e la
crescita non siano solo parole o rimangano buone intenzioni, ma diventino fatti
concreti. Bisogna invertire a favore della gente il rapporto tra
Amministrazione e cittadino, senza
limitarsi a un’asettica informazione ma promuovendo una partecipazione attiva:
se i cittadini condividono le scelte prese sicuramente sarà poi più facile
rispettarle. È indispensabile valorizzare i Municipi affinché contino di più, è
necessario che i rappresentanti locali partecipino di più ai Pre-consigli.
Alcuni valori devono essere alla base del programma politico dei Partiti: per
esempio, il diritto alla vita deve far sì che le donne affrontino meglio la
gravidanza sia dal punto di vista psicologico che economico; inoltre, le donne
devono essere chiamate ad occupare maggiori ruoli di responsabilità per il bene
della società..De Gasperi ne aveva addirittura cinque in famiglia. Deve essere
potenziato il volontariato: qual è la risposta degli amministratori ad una
società che si fa sempre più vecchia ed ha bisogno di assistenza per gli anziani,
per i diversamente abili, per i bisognosi, per i disoccupati (ai quali portiamo
rispetto)? Inoltre è fondamentale che alla difesa dei diritti si accompagni
anche il recupero delle nostre esperienze e delle tradizioni, affinché non
venga dissipato il nostro bagaglio culturale a scapito di un mondo europeista.
Bisogna difendere i giovani dalle droghe, dalle difficoltà di inserirsi nella
società affinché non aumentino i cosiddetti bamboccioni…..Lo Stato deve
garantire una sicurezza sociale (studiare delle strategie che facilitino
l’integrazione degli stranieri).
Per aumentare la partecipazione
della gente bisognerebbe creare dei luoghi politici dove potersi incontrare ed
esprimere liberamente consigli, idee utili per il paese, proteste e lamentele…...
Per coinvolgere i giovani alla politica sarebbe utile iniziare una formazione
civica dalla scuola superiore. Per
esempio, affinché la società possa avere una solida sussistenza alimentari è
necessario tutelare il patrimonio agricolo che hanno fatto grande la nostra
Italia…..Per far questo è necessario tutelare l’immagine e la commercializzazione
dei nostri prodotti all’Estero ed evitare che (un esempio su tutti) i
contadini, pena una sanzione salata da parte dell’Europa, buttino il latte
prodotto (quote latte) quando ci sono tante persone che muoiono di fame.
Come avrebbe affrontato questi
problemi dell’era moderna il lungimirante Alcide De Gasperi?
lunedì 11 agosto 2014
I GIOCHI DI STRADA AL MEETING DI RIMINI 2014
Martedì 26 agosto 2014, a partire dalle ore 16.00, vi sarà una dimostrazione presso il Villaggio dei Ragazzi dei "Giochi di una volta" (ferro di cavallo, trottola, salto cavallo, piastrelle, morra, tiro alla fune, salto corda, campana, ciclo tappo, quattro cantoni, corsa 3 gambe, corsa dei sacchi, ruba bandiera, 1 2 3 stella, tennis trainer, braccio di ferro) con presentazione del libro "Giochi di Strada" da parte dell'autrice prof...
Altro...
Meeting Rimini | Meeting Rimini 2014
Visita il sito ufficiale della Fondazione Meeting dedicato al festival estivo di incontri, mostre, musica e spettacolo e scopri tutte le novità dell’edizione di quest'anno.
meetingrimini.org|Di Fondazione Meeting per l'amicizia fra i popoli - Via Flaminia 18, 47900 Rimini, Italia - Tel. (+39)...
Martedì 26 agosto 2014, a partire dalle ore 16.00, vi sarà una dimostrazione presso il Villaggio dei Ragazzi dei "Giochi di una volta" (ferro di cavallo, trottola, salto cavallo, piastrelle, morra, tiro alla fune, salto corda, campana, ciclo tappo, quattro cantoni, corsa 3 gambe, corsa dei sacchi, ruba bandiera, 1 2 3 stella, tennis trainer, braccio di ferro) con presentazione del libro "Giochi di Strada" da parte dell'autrice prof...
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Meeting Rimini | Meeting Rimini 2014
Visita il sito ufficiale della Fondazione Meeting dedicato al festival estivo di incontri, mostre, musica e spettacolo e scopri tutte le novità dell’edizione di quest'anno.
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domenica 10 agosto 2014
LA ROSA DEL CIGNO LIBRO di Salvatore Sottile
SPIEGAZIONE DEL PRATICISMO. DESCRITTO SUL LIBRO: <<DC
L’APPELLO!>>
E RESOCONTO DELL’INTERVISTA DA SOTTILE SALVATORE.
AVVISO CHE PER “COLORO” CHE VOLESSERO RILEGGERE QUESTA LETTERA,
LA POSSONO RITROVARE PUBBLICATA SUL
LIBRO: << DEMOCRAZIA CRISTIANA IL COMIZIO! DA SOTTILE SALVATORE.>>
CIRCA IL TEMA DELL’INTERVISTA ESEGUITA DALLA DOTTORESSA
ARRIGONI SIMONA SU 7 GOLD IN DIRETTA << IL 17-07-014 >> ALLO SCRITTORE SOTTILE SALVATORE ERA, IN
PARTE, INCENTRATO SU QUEL CHE E’ SCRITTO
IN QUESTA LETTERA! OLTRE QUESTO SI E’
PRESENTATO IN DIRETTA TELEVISIVA IL
LIBRO:
<<CHE TORNI LA DEMOCRAZIA CRISTIANA MA CON UOMINI
RINNOVATI E GIOVANI! >>
E’ IN QUESTA
CIRCOSTANZA SU QUESTA LETTERA LEGGERETE, CARI LETTORI, IL RESONCONTO DA CIO’ CHE SI E’ DISCUSSO!
OLTRE AL QUESTO TEMA POLITICO SI E’ PRESENTATO “ IL ROMANZO”
DA SOTTILE SALVATORE: Romanzo definito fondamentale, perché?
<<LA ROSA DEL CIGNO>> Questo romanzo parla del
risorgimento Italiano.
Precisamente in Lombardia. In quell’epoca Governava
l’Austria ed è riscontrabile che sin da
quei tempi il popolo chiedeva, Sovranità e libertà. Il romanzo e sentimentale,
romantico e al contempo tragico ma notabile l’esaltazione di libertà e
giustizia di cui i cuori delle comunità del nord, erano amanti e persegui tori. Di questi valori Democratici, che infine con
gli anni (avvenire) questi vengono
perseguiti ed esaltati da Gioacchino Ventura, e poi inseguito, da Don Sturzo; e tutt’oggi noi ne siamo
amanti, fedeli e persecutori, e mai
l’uomo potrà rinnegarne questi valori perché
sono intrecciati alla Religione Cristiani poiché questi sono servi del
popolo come lo è la fonte del Cristianesimo, per questo: “ DICASI” VALORI ETERNI!
TEMA E INIZIO DELLA DISCUSSIONE TELEVISIVA SOSTENUTA DA
SOTTILE SALVATORE.
Le società fondamentali che a loro interno racchiudono le
masse ( come concorda pure Alberto Alessi nel suo libro -Nuovo Umanesimo- ) sono: La società
Casalinga, Religiosa, e Politica. Queste società possono convivere in pace, e
prosperare, se hanno in comune valori universali: che sono quelli di essere rispettosi
e servitori gli uni con gli altri. Esse
si devono rispecchiare nei valori religiosi Cristiani: di libertà, di
solidarietà. Valori questi che invitano
a mettersi al servizio verso il prossimo e verso i bisognosi. In questo modo
autorità e libertà possono trovare un limite al loro concetto di dovere, da una
parte e di diritto dall’altra. Autorità e Libertà possedendo in comune la Religione come principio
universale di solidarietà, vivono in pace, rispettandosi e prosperando. Perciò
se nella società politica come ideali fondamentali non vi sono quei principi di
cristianità, avremo nei governi degli uomini investiti dal potere da Dio ma,
questi uomini non metteranno il loro potere al servizio della loro coscienza,
che in fondo, è la COSCIENZA che li
mette in condizioni di avere pietà per i poveri e i sofferenti, e di conseguenza, aiutali. Per essere o divenire servitori del popolo, bisogna
accettare il ruolo politico che è quello di servire, uguale al Cristianesimo che ha il ruolo di servire.
Purtroppo Se la società politica non possiede quei principi fondamentali di
Cristianità è automatico che il politico perde il suo ruolo di servitore,
perché:
Questa mancanza di credo universale lo pone ha scegliere di vivere per il suo piacere, perché convinto che
questa è la sua unica vita da godere in terra. Alla base di questo concetto: senza religiosità in politica, ci sarà una società politica non più al servizio dei
cittadini, ma solo al SERVIZIO dell’interesse privato, e senza limite.
Il non avere principi universali di Cristianità, non pone la
società politica nelle condizioni di dedicarsi ai poveri e ai sofferenti della
Nazione, come missione principale del ruolo di cui sono investiti. SE invece nella società politica vi sono
principi religiosi, i politici che sono investiti del potere, divengono loro
stessi servitori della propria coscienza, che è proprio questo che li mette
nelle condizioni di essere servitori del prossimo come gli uomini in Dio. Perciò In mancanza di valori religiosi, nelle
politiche, come ideali da perseguire e da rispettare, i politici si
trasformeranno in dominatori e servitori di se stessi, del proprio egoismo, e
garantisti del benessere a “coloro” che sostengono il loro potere.
Il comportamento
sociale politico, che in fine influenza
il comportamento sociale casalingo, è
responsabile dell’economia del paese e del futuro economico e sociale del cittadino.
Perciò, una società
politica senza valori religiosi, è responsabile del declino economico, sociale e culturale del
Paese. Con questa inclinazione priva di
valori Religiosi, avviene un declino
sociale che si estende a tutta la Nazione, e conduce l’uomo ad apprendere la cultura del
disprezzo. ED è proprio nelle società
politiche che ha inizio la cultura del disprezzo perché è per mancanza di Cristianità e di principi
universali del Cattolicesimo che nasce. Purtroppo, Senza religiosità nelle scienze
politiche avviene l’involuzione dell’uomo. Di questo passo, In fine noi avremo:
un popolo che amerà, cose e ricchezze
senza limiti, e sarà impietoso nei confronti dei suoi fratelli, anche se li
vede sofferenti sopra il limite.
Su questa strada si giunge alla guerra civile morale tra gli
uomini. Di conseguenza, se non si pone rimedio alla cattiva educazione, politico sociale , si può giungere alla guerra
civile vera e propria. I valori
religiosi sono indispensabili nelle società politiche, perché sono questi
valori che fanno in modo di mettere in condizioni i potenti a servire il popolo
e la nazione, con pietà, e rispetto soprattutto verso “COLORO” che sono meno
fortunati.
Ragion, per cui- CARO AMICO DOTTOR TANARI TIZIANO,
PROFESSORE LUCIANI, A SCANZO D’ EQUIVOCI- io nel libro l’APPELLO – sul capitolo
del PRATICISMO dichiaro:
<< Gli uomini
che non sono profondamente possessori di una cultura religiosa, e non perseguono
ideali politici rispettosi della Cristianità Cattolica, non devono Governare
una nazione, perché non possiedono l’ideologia per mettere il potere, concessogli da Dio, a servizio della propria coscienza, e perciò del Popolo e della
Nazione. >> I valori di cristianità sono: il diritto di libertà e il
dovere alla dedizione verso il prossimo. Valori che si materializzano nel
servire il prossimo prima ancora di essere serviti, e sono fondamentali questi
valori nelle società politiche, se si
desidera che una nazione debba prosperare
in pace. Perciò il popolo è sovrano secondo gli insegnamenti
Religiosi. Uguale è sovrano secondo la Democrazia Cristiana. Libertà, Pietà e Carità, verso i bisognosi sono
una risposta materiale che l’uomo potente, dà alla società casalinga della
nazione, per aver sentito e dato ascolto al richiamo della propria coscienza. In
definitiva La società casalinga che è la più a rischio di sofferenze, va
servita, rispettata, perché la sovranità deve essere sua, anche se
rappresentata dalla società politica. Questa è Giustizia al popolo, fatta in Ragione di Fede. Una Giustizia che
non potrà materializzarsi se nella politica non vi è religione come principio
ideologico fondamentale.
I fatti affermano quel che ho detto.
In Italia vi sono oltre tre milioni di poveri. Il sette per
cento d’italiani non arriva alla fine del mese. E l’uomo ha sempre meno pietà
del prossimo, è mira sempre più al proprio piacere personale disprezzando il
suo simile e donando AMORE a cose al di
sopra dei limiti concessi della stessa natura.
In Italia della seconda repubblica i partiti hanno costituito governi
anticostituzionali, e hanno pensato solo all’interesse privato, senza udire il
richiamo della propria coscienza.
La società politica che non perseguire ideali Cristiani, non
ha limiti nella speculazione e nell’asservire l’interesse privato, perché non
possiede una coscienza cui deve dare conto. Perciò il politico pensa
esclusivamente all’interesse privato, vive per il proprio piacere personale e
non si cura dei bisogni dei cittadini disagiati e disoccupati. Questa è la
violenza della società politica nei confronti della casalinga, quando non ha
fondamenta religiose che sono di servire il prossimo. La società religiosa non può accettare questa
situazione. Ed è perciò che i cattolici entrano in politica perseguendo gli
ideali del religioso Siciliano Gioacchino Ventura, e materializzandoli con Don
Sturzo.
LI 17-07-014.
IN
FEDE
SOTTILE
SALVATORE
giovedì 7 agosto 2014
LETTERA APERTA DORA CIRULLI PER IL BENE DELLA DC
Lettera aperta di Dora Cirulli
in risposta alle
reazioni post consiglio regionale Lazio (05/08/2014 hotel porta maggiore Roma)
Cari amici e simpatizzanti D.C.,
ritengo opportuno rispondere a quanto verificatosi in sede di Consiglio
Regionale Lazio (05/08/2014 hotel porta maggiore Roma). Con questa lettera
aperta che pubblico su face book NONOSTANTE
ritenga che la politica si faccia tra la gente e non via Social network.
Come ampliamente spiegato nel
documento presentato in sede di Consiglio Nazionale tenutosi il 26/07/2014 AUSPICAVO che da qui in avanti le
persone con cui ho condiviso 11 anni di impegno e passione politica assumessero
finalmente un atteggiamento di serietà e maturità con il fine di rilanciare la
D.C.
Questi bei propositi purtroppo
sembrano essere venuti meno durante il nostro ultimo incontro.
In queste ore leggo commenti e
illazioni da parte di persone non presenti alla riunione di questo
martedì: ritengo che un giudizio obbiettivo
possa essere dato solamente dai pochi che hanno avuto modo di assistere all’accaduto.
In primo luogo ritengo che le
persone, indipendentemente dall’età più o meno avanzata, abbiano sempre e
comunque il diritto di esprimere suggerimenti, proposte operative e anche
critiche, alle quali si deve rispondere in maniera costruttiva e pacata, senza
atteggiamenti di Padre-Padrone
di un partito che nel nome stesso richiama il valore della Democrazia. Non bisogna aver paura delle persone che ti dicono la
verità in faccia, piuttosto è consigliabile diffidare da chi si mostra sempre
accomodante e adulatore, per i propri interessi personali.
Non mi sembra corretto
divulgare su face book fatti accaduti tra di noi. Siamo persone che
reagiscono anche in base ai propri stati d’animo, quindi le esternazioni più o
meno colorite non devono essere metro di valutazione della gestione del Partito
(devono esserlo invece I RISULTATI
OTTENUTI, LA COSTANZA DEI SIMPATIZZANTI, LA FIDUCIA DA PARTE DELLA GENTE).
Sono dunque insoddisfatta di
questa esperienza non per antipatie personali ma per il fatto che in questi
anni non ci sia mai stato modo ( o la volontà?) di creare quell’armonia e
affiatamento necessari (pur trattandosi comunque di volontariato) al raggiungimento degli obiettivi prefissati
senza che la militanza politica divenga fonte di insofferenza e astio.
Concludo ricordando a tutti che
nessuno di noi ha il diritto di giudicare i comportamenti altrui: se vogliamo
veramente il BENE della D.C. invito tutti
a soprassedere su varie manifestazioni isteriche, promettendo io stessa per
prima, di realizzare questo proposito, in sincerità e lealtà senza colpire le
persone alle spalle, cercando di
ottenere quello a cui ognuno aspira con un lavoro serio e concreto.
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