IDENTITA’ CRISTIANA ED IMPEGNO POLITICO.In questi giorni riceviamo di continuo notizie di episodi di intolleranza e talvolta vere e proprie persecuzioni nei confronti dei cristiani in diverse parti del mondo. Noi Italiani stiamo dimostrando una notevole generosità e accoglienza nei confronti delle altre religioni (ricordiamo per esempio le continue concessioni di spazi adibiti a luoghi di culto), mentre invece non ci preoccupiamo di difendere i nostri valori di ispirazione cristiana con la stessa energia, con il rischio di perdere la nostra identità culturale, in un discorso di pari dignità.La Democrazia Cristiana, pur non dimenticando la propria tradizione e la propria storia gloriosa, deve considerare con attenzione una società in continua evoluzione ed affrontare con un atteggiamento critico e costruttivo le problematiche attuali, proponendo soluzioni realisticamente attuabili, nel conciliare quei valori unitivi di carità e misericordia con un Stato laico, nel rispetto delle diversità, che non debbono essere un problema, ma un’accattivante opportunità.Pastori che odorano di pecore, ha ricordato il Papa, gente tra la gente, voce, braccia ed anima partendo dagli ultimi, favorire l’incontro che per noi è riconciliazione e non la negoziazione che è scambio, essere ponti e mai barriere, una società cristiana non può accettare diseguaglianze palesi e crescenti, emarginazione, sottomissioni ad interessi estranei alla nostra cultura di pace ed eguaglianza, restituendo la dignità del lavoro, che è libertà, deve essere decorosamente retribuito (Leone XIII>, essere sale per la terra e non mondani di caste o gerarchie occulte: la politica, diceva Paolo VI, è la più alta forma di carità quando è per il bene comune.Riguardiamoci negli occhi senza paura, ricordiamoci che siamo fratelli e sorelle di un un unico Padre, mettiamo in comune esperienze, talento, entusiasmo, idee, con umiltà, per servire e non servirsene.Non possiamo accettare la morte ovunque, la guerra, l’odio, senza dialogo, non possiamo comprare mezzi di morte come droni o F35, combattere nel mondo per interessi altrui, quando manca il pane, la casa, la sanità, l’istruzione, il decoro, il senso civico, non possiamo accettare un Paese dei mille campanile e non un Popolo UNITO e SOVRANO. Noi dobbiamo dare risposte alternative e sostenibili, alla disperazione, alla rassegnazione, all’indifferenza, al cinismo, all’affarismo, noi dobbiamo ricostruire la speranza ed abbattere le isole esistenziale di emarginazione dove le tecnocrazie finanziarie e burocratiche hanno spinto tanta parte del popolo, è da lì che bisogna ripartire. L’Italia è l’unico Paese che dalla crisi del 2008 non risale, per certi aspetti siamo agli anni 50, evidentemente non ci sono consumi che rilancino l’economia, lavoro, revisione e rete imprenditoriale che possano competere in un mondo globalizzato e digitalizzato. Siamo un Museo a cielo aperto, il più grande e bello del mondo e non sappiamo offrirlo, siamo un Paese dove attività e lavoro sono coincidenti, mentre nel mondo sono aspetti distinti, spendiamo 10 miliardi per formazione e collocamento senza concludere nulla, nel mentre non concediamo sgravi fiscali a chi assume, siamo il Paese di tasse e gabelle giornaliere, tra le più alte del mondo, eppure i 40 Paesi che hanno adottato la flax tax crescono, abbiamo più leggi e regolamenti che altri Stati, tra i primi per corruzione e mancanza di libertà di pensiero, facciamo dell’ipocrisia slide e pubblicità invasiva e diseducativa (v. leggi a tutela della violenza sulle donne, le droghe leggere non previste in farmacia, la dimenticanza oramai storica delle partite IVA, un housing sociale esteso attraverso il rent to buy, il quoziente familiare, la tutela reale dei disabili, delle madri lavoratrici, una legge sul divorzio più lunga e farraginosa che il nuovo annullamento per il diritto canonico).Anche sulla ricchezza, occorre essere chiari, le marginalità vanno colpite selettivamente nel loro insieme , per una politica perequativa, come la corruzione, e il necessario snellimento burocratico che si autoalimenta, rivedere le pensioni iniziando dalle minime e in attesa di tempi migliori, per il reddito di cittadinanza, prevedere una no tax area.Anche in politica estera dobbiamo ricordarci che esiste anche l’Europa dell’EST, che esistono i Paese del Mediterraneo, che esistono i Paesi del BRICS, coi quali occorre avere intense e produttive relazioni se vogliamo espandere la nostra economia, il nostro creativo artigianato, i nostri prodotti alimentari.Idee, pensieri sparsi, sostenibili, di pace, amore, di unità, contro ogni divisione, contro ogni individualismo autoreferenziale, un vero incontro tra generazioni da fare subito, perché l’antipolitica, o la mala politica producono odio, apatia, delinquenza, demolizione dello Stato che è e resta al servizio del Cittadino e non viceversa. Occorrechiedere, anche alla luce della sentenza della Suprema Corte, di andare a VOTARE, prima che sia troppo tardi.
Il blog degli iscritti alla Democrazia Cristiana degli anni 1992/1993 (cfr. Sentenza della Corte di Cassazione n°25999 del 2010). Cerchiamo tutti gli aderenti DC di quegli anni per il rilancio del più grande Partito Popolare della nostra storia! CONTATTI: stampademocraziacristiana9293@gmail.com cell. 338/9242503 (Dora Cirulli) SITO WEB www.democraziacristianalazio.it info@democraziacristianalazio.it
mercoledì 3 settembre 2014
IDENTITA' CRISTIANA ED IMPEGNO POLITICO
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