domenica 14 settembre 2014

Per una migliore gestione del Bene Comune


di Dora Cirulli 


Ho l’impressione che  i politici oggi siano molto distanti dalla gente comune e dai suoi problemi.
Nella prima Repubblica esistevano i professionisti della politica, molto capaci anche se un po’di maniera. Quella classe dirigente non è stata sostituita da una altrettanto valida ,anche in virtù del fatto non esistono più luoghi di formazione dei politici: all’epoca c’erano le sezioni, le scuole di Partito, ora non c’è più niente di simile. Abbiamo bisogno di leadership mentre oggi, purtroppo, cerchiamo sempre di stroncare chi vuole emergere. Certamente i politici dovrebbero tornare ad avere un rapporto con la realtà e con la gente comune, dovrebbero parlare di meno e in maniera più soffusa, più pacata,più misurata, guardando ai problemi reali. Non bisogna dimenticare che i politici traggono il loro potere da chi li vota:  se dimenticano  i problemi dell’elettorato, prima o poi vengono snobbati e contestati, come sta avvenendo ora.
Che cosa  interessa realmente al Popolo? La risposta più comune è come arrivare con lo stipendio a fine mese. È  una questione di carattere economico che si trascina da molti anni ormai:  in Italia il costo del lavoro è eccessivo, il Welfare è oneroso, il debito pubblico è quasi insostenibili, fattori molto meno incisivi in altre parti del mondo. Qualunque imprenditore preferisce produrre in Romania o in Cina, dove il costo del lavoro è forse un quinto di quello italiano, e questo indipendentemente dal Governo in carica in Italia: è una conseguenza della  globalizzazione.
L’Italia non recupererà mai un ruolo produttivo nella vecchia accezione del termine, perché ormai si produce tutto altrove. Siamo abituati ad avere una certa assistenza da parte dello Stato, non vogliamo più fare i lavori umili di un tempo e allo stesso tempo la politica non consente una riduzione del costo del lavoro: i nostri problemi non sono poi così diversi da quelli degli altri Paesi europei, alla nostra classe dirigente mancano tuttavia le capacità e la volontà di affrontarli concretamente. La grande rivoluzione determinata dalla globalizzazione è questa: tutto quello che si faceva in Italia ora si può fare altrove a costi ridotti e a maggior convenienza economica. Pensiamo solo che il 2014 sarà ricordato come l’anno più depresso dal dopoguerra, l’anno in cui la crisi economica ha spazzato via certezze consolidate infondendo paura per il futuro. Le frustrazioni degli Italiani, costretti a un’austerità obbligata dall’alto, insopportabile in una tremenda recessione, hanno assunto la forma di ribellione – ora silenziosa, ora gridata nelle piazze –di fronte alla cecità di una casta politica restia a sintonizzarsi con gli umori della gente e incapace di tagliare i propri privilegi.
In molte Nazioni (sia povere che ricche)  la Democrazia non ha trionfato e notiamo un’avanzata di Partiti e Movimenti dal carattere xenofobo e talvolta con il fine di minare la libertà dei cittadini; in Europa la crisi economica e politica nasce anche dall’incapacità di agire per il bene comune e di interpretare questa insofferenza. Noi democratici cristiani non dobbiamo dimenticare che ragione e fede si sostengono in un rapporto permanente, mentre il dialogo è  strumento fondamentale per la convivenza fra istituzioni pubbliche e cittadini.

Sostenere il futuro, tutela delle risorse e sviluppo economico

La crisi economico-finanziaria ha messo al tappeto il nostro tradizionale  modello produttivo. L’agenda UE  impone ai Paesi del Vecchio Continente obiettivi chiari, proponendo, tra le altre cose, un modello sostenibile, inclusivo ed innovativo con il fine di coniugare rispetto dell’ambiente, risparmio energetico, progresso  con  l’allargamento della base produttiva, un aumento dell’occupazione e del profitto per le aziende:.
La politica,intesa come una forza di respiro economico – sociale – legislativo – amministrativo – culturale, deve nei confronti della persona e della società civile:
·        Tutelare e promuovere i diritti fondamentali e inalienabili della persona, la dignità e l’uguaglianza di tutti i cittadini;
·        Svolgere i suoi compiti al servizio delle  persone, con particolare riguardo alle fasce sociali più deboli;
·        Promuovere i valori fondamentali utilizzando i mezzi giusti e idonei per realizzare il bene comune, la giustizia e la pace;
·        Utilizzare le virtù naturali, così bene descritte dalla letteratura dell’Antica Grecia, e cioè le quattro virtù cardinali: la prudenza, la giustizia, la fortezza,la temperanza.

Nei confronti del potere conferito dall’elettorato la politica deve:
·        Usare mezzi onesti per conquistare,mantenere e consolidare tale potere;
·        Esercitare con imparzialità e democrazia il mandato ricevuto  dai cittadini;
·        Favorire l’informazione e la partecipazione democratica dei cittadini rispettando il principio della solidarietà soprattutto verso i più poveri;
·        Promuovere la trasparenza nel personale  della pubblica amministrazione, con uso onesto del pubblico denaro;
·        Garantire  in giusto modo anche  i diritti dell’opposizione.



Nei confronti dell’umanità la classe dirigente deve:
·        Promuovere la solidarietà, il benessere e la pace di tutti i popoli;
·        Comporre gli eventuali conflitti col dialogo;
·        Realizzare e consolidare un ordine internazionale, nel rispetto di quei principi che ispirano un ordinamento giuridico in armonia con l’ordine;
·        Realizzare il bene comune.



Per concludere il Bene Comune, secondo varie definizioni e accezioni:

·        “Si concretizza nell’insieme di quelle condizioni sociali che consentono e favoriscono negli esseri umani, nelle famiglie e nelle associazioni il conseguimento più pieno e più rapido della loro perfezione”
·        Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro.
·        E’ bene di tutti gli uomini e di tutto l’uomo.
·        Pretende che siano rese accessibili all’uomo tutte quelle cose che sono necessarie a condurre una vita veramente umana;
·        Ha a che fare con una concezione integrale dell’uomo e del suo sviluppo, secondo tutta la ricchezza delle sue articolazioni.
·        Comporta l’impegno di tutti e ciascuno, seppure con diversità e complementarietà di forme, di compiti e responsabilità. Il bene comune delle persone non si può realizzare indipendentemente dal bene comune delle comunità alle quali le persone appartengono.
·        Comprende anche la dimensione economica, pur non esaurendosi in essa. Il bene comune comporta l’intreccio ordinato dei tre profili irrinunciabili dello sviluppo: economico, sociale ed umano.
·        Quando la società è fondata su uno Stato legittimamente costituito, ove sovrana è la legge e non la volontà arbitraria degli uomini. Tale Stato richiede: libere e universali elezioni.

Per concludere, chiedo come comune cittadina, abituata a condividere i problemi i problemi reali della gente, ai nostri politici di  considerare queste riflessioni ogni volta che si apprestano a prendere decisioni che vanno a influenzare la nostra vita.


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