di Dora Cirulli
Ho l’impressione che
i politici oggi siano molto distanti dalla gente comune e dai suoi
problemi.
Nella prima Repubblica esistevano i professionisti
della politica, molto capaci anche se un po’di maniera. Quella classe dirigente
non è stata sostituita da una altrettanto valida ,anche in virtù del fatto non
esistono più luoghi di formazione dei politici: all’epoca c’erano le sezioni,
le scuole di Partito, ora non c’è più niente di simile. Abbiamo bisogno di
leadership mentre oggi, purtroppo, cerchiamo sempre di stroncare chi vuole
emergere. Certamente i politici dovrebbero tornare ad avere un rapporto con la
realtà e con la gente comune, dovrebbero parlare di meno e in maniera più
soffusa, più pacata,più misurata, guardando ai problemi reali. Non bisogna dimenticare
che i politici traggono il loro potere da chi li vota: se dimenticano i problemi dell’elettorato, prima o poi vengono
snobbati e contestati, come sta avvenendo ora.
Che cosa
interessa realmente al Popolo? La risposta più comune è come arrivare
con lo stipendio a fine mese. È una
questione di carattere economico che si trascina da molti anni ormai: in Italia il costo del lavoro è eccessivo, il
Welfare è oneroso, il debito pubblico è quasi insostenibili, fattori molto meno
incisivi in altre parti del mondo. Qualunque imprenditore preferisce produrre
in Romania o in Cina, dove il costo del lavoro è forse un quinto di quello
italiano, e questo indipendentemente dal Governo in carica in Italia: è una
conseguenza della globalizzazione.
L’Italia
non recupererà mai un ruolo produttivo nella vecchia accezione del termine,
perché ormai si produce tutto altrove. Siamo abituati ad avere una certa
assistenza da parte dello Stato, non vogliamo più fare i lavori umili di un
tempo e allo stesso tempo la politica non consente una riduzione del costo del
lavoro: i nostri problemi non sono poi così diversi da quelli degli altri Paesi
europei, alla nostra classe dirigente mancano tuttavia le capacità e la volontà
di affrontarli concretamente. La grande rivoluzione determinata dalla
globalizzazione è questa: tutto quello che si faceva in Italia ora si può fare
altrove a costi ridotti e a maggior convenienza economica. Pensiamo solo che il
2014 sarà ricordato come l’anno più depresso dal dopoguerra, l’anno in cui la
crisi economica ha spazzato via certezze consolidate infondendo paura per il
futuro. Le frustrazioni degli Italiani, costretti a un’austerità obbligata
dall’alto, insopportabile in una tremenda recessione, hanno assunto la forma di
ribellione – ora silenziosa, ora gridata nelle piazze –di fronte alla cecità di
una casta politica restia a sintonizzarsi con gli umori della gente e incapace
di tagliare i propri privilegi.
In
molte Nazioni (sia povere che ricche) la
Democrazia non ha trionfato e notiamo un’avanzata di Partiti e Movimenti dal
carattere xenofobo e talvolta con il fine di minare la libertà dei cittadini; in
Europa la crisi economica e politica nasce anche dall’incapacità di agire per
il bene comune e di interpretare questa insofferenza. Noi democratici cristiani
non dobbiamo dimenticare che ragione e fede si sostengono in un rapporto
permanente, mentre il dialogo è strumento fondamentale per la convivenza fra
istituzioni pubbliche e cittadini.
Sostenere il futuro, tutela delle
risorse e sviluppo economico
La
crisi economico-finanziaria ha messo al tappeto il nostro tradizionale modello produttivo. L’agenda UE impone ai Paesi del Vecchio Continente
obiettivi chiari, proponendo, tra le altre cose, un modello sostenibile,
inclusivo ed innovativo con il fine di coniugare rispetto dell’ambiente,
risparmio energetico, progresso con l’allargamento della base produttiva, un aumento
dell’occupazione e del profitto per le aziende:.
La
politica,intesa come una forza di respiro economico – sociale – legislativo –
amministrativo – culturale, deve nei confronti della persona e della società
civile:
·
Tutelare e promuovere i diritti
fondamentali e inalienabili della persona, la dignità e l’uguaglianza di tutti
i cittadini;
·
Svolgere i suoi compiti al servizio delle persone, con particolare riguardo alle fasce
sociali più deboli;
·
Promuovere i valori fondamentali
utilizzando i mezzi giusti e idonei per realizzare il bene comune, la giustizia
e la pace;
·
Utilizzare le virtù naturali, così bene
descritte dalla letteratura dell’Antica Grecia, e cioè le quattro virtù
cardinali: la prudenza, la giustizia, la fortezza,la temperanza.
Nei confronti del potere conferito
dall’elettorato la politica deve:
·
Usare mezzi onesti per
conquistare,mantenere e consolidare tale potere;
·
Esercitare con imparzialità e democrazia
il mandato ricevuto dai cittadini;
·
Favorire l’informazione e la
partecipazione democratica dei cittadini rispettando il principio della
solidarietà soprattutto verso i più poveri;
·
Promuovere la trasparenza nel personale della pubblica amministrazione, con uso
onesto del pubblico denaro;
·
Garantire in giusto modo anche i diritti dell’opposizione.
Nei confronti dell’umanità la classe
dirigente deve:
·
Promuovere la solidarietà, il benessere
e la pace di tutti i popoli;
·
Comporre gli eventuali conflitti col
dialogo;
·
Realizzare e consolidare un ordine
internazionale, nel rispetto di quei principi che ispirano un ordinamento
giuridico in armonia con l’ordine;
·
Realizzare il bene comune.
Per concludere il Bene Comune, secondo
varie definizioni e accezioni:
·
“Si concretizza nell’insieme di quelle
condizioni sociali che consentono e favoriscono negli esseri umani, nelle
famiglie e nelle associazioni il conseguimento più pieno e più rapido della
loro perfezione”
·
Essendo di tutti e di ciascuno è e rimane
comune, perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo,
accrescerlo e custodirlo, anche in vista del futuro.
·
E’ bene di tutti gli uomini e di tutto
l’uomo.
·
Pretende che siano rese accessibili
all’uomo tutte quelle cose che sono necessarie a condurre una vita veramente
umana;
·
Ha a che fare con una concezione
integrale dell’uomo e del suo sviluppo, secondo tutta la ricchezza delle sue
articolazioni.
·
Comporta l’impegno di tutti e ciascuno,
seppure con diversità e complementarietà di forme, di compiti e responsabilità.
Il bene comune delle persone non si può realizzare indipendentemente dal bene
comune delle comunità alle quali le persone appartengono.
·
Comprende anche la dimensione economica,
pur non esaurendosi in essa. Il bene comune comporta l’intreccio ordinato dei
tre profili irrinunciabili dello sviluppo: economico, sociale ed umano.
·
Quando la società è fondata su uno Stato
legittimamente costituito, ove sovrana è la legge e non la volontà arbitraria
degli uomini. Tale Stato richiede: libere e universali elezioni.
Per
concludere, chiedo come comune cittadina, abituata a condividere i problemi i
problemi reali della gente, ai nostri politici di considerare queste riflessioni ogni volta che
si apprestano a prendere decisioni che vanno a influenzare la nostra vita.

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