Lettera aperta di Dora Cirulli
in risposta alle
reazioni post consiglio regionale Lazio (05/08/2014 hotel porta maggiore Roma)
Cari amici e simpatizzanti D.C.,
ritengo opportuno rispondere a quanto verificatosi in sede di Consiglio
Regionale Lazio (05/08/2014 hotel porta maggiore Roma). Con questa lettera
aperta che pubblico su face book NONOSTANTE
ritenga che la politica si faccia tra la gente e non via Social network.
Come ampliamente spiegato nel
documento presentato in sede di Consiglio Nazionale tenutosi il 26/07/2014 AUSPICAVO che da qui in avanti le
persone con cui ho condiviso 11 anni di impegno e passione politica assumessero
finalmente un atteggiamento di serietà e maturità con il fine di rilanciare la
D.C.
Questi bei propositi purtroppo
sembrano essere venuti meno durante il nostro ultimo incontro.
In queste ore leggo commenti e
illazioni da parte di persone non presenti alla riunione di questo
martedì: ritengo che un giudizio obbiettivo
possa essere dato solamente dai pochi che hanno avuto modo di assistere all’accaduto.
In primo luogo ritengo che le
persone, indipendentemente dall’età più o meno avanzata, abbiano sempre e
comunque il diritto di esprimere suggerimenti, proposte operative e anche
critiche, alle quali si deve rispondere in maniera costruttiva e pacata, senza
atteggiamenti di Padre-Padrone
di un partito che nel nome stesso richiama il valore della Democrazia. Non bisogna aver paura delle persone che ti dicono la
verità in faccia, piuttosto è consigliabile diffidare da chi si mostra sempre
accomodante e adulatore, per i propri interessi personali.
Non mi sembra corretto
divulgare su face book fatti accaduti tra di noi. Siamo persone che
reagiscono anche in base ai propri stati d’animo, quindi le esternazioni più o
meno colorite non devono essere metro di valutazione della gestione del Partito
(devono esserlo invece I RISULTATI
OTTENUTI, LA COSTANZA DEI SIMPATIZZANTI, LA FIDUCIA DA PARTE DELLA GENTE).
Sono dunque insoddisfatta di
questa esperienza non per antipatie personali ma per il fatto che in questi
anni non ci sia mai stato modo ( o la volontà?) di creare quell’armonia e
affiatamento necessari (pur trattandosi comunque di volontariato) al raggiungimento degli obiettivi prefissati
senza che la militanza politica divenga fonte di insofferenza e astio.
Concludo ricordando a tutti che
nessuno di noi ha il diritto di giudicare i comportamenti altrui: se vogliamo
veramente il BENE della D.C. invito tutti
a soprassedere su varie manifestazioni isteriche, promettendo io stessa per
prima, di realizzare questo proposito, in sincerità e lealtà senza colpire le
persone alle spalle, cercando di
ottenere quello a cui ognuno aspira con un lavoro serio e concreto.
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